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Fiscalità e Creatività n.2- Una delle domande più frequenti che mi vengono poste riguarda la necessità o meno di aprire Partita Iva.

 

Pubblicato 2017

PARTITA IVA: QUANDO E’ NECESSARIA E QUANDO SI PUO’ OPERARE COME PRESTATORI OCCASIONALI

 

In fondo il DOWNLOAD con modulo esempio  RICEVUTA

 

Una delle domande più frequenti che mi vengono poste riguarda la necessità o meno di aprire Partita Iva. Molti credono, erroneamente, che debba essere sempre attivata per poter vendere e svolgere la propria opera nei confronti del pubblico, e altrettanto erroneamente troppi non la aprono o perché non la ritengono necessaria o, anche qui esagerando, perché ritenuta eccessivamente onerosa.Solo comprendere i meccanismi legati all’apertura e costi ed opportunità che la stessa dà permetterà, analizzando caso per caso, di capire esattamente chi ha il dovere di aprirla e chi ne ha semplicemente la convenienza.

 

Il prestatore occasionale. Chi è? Deve dichiarare i propri redditi?
Chi è intanto il prestatore occasionale, ovvero colui che presta la propria opera senza avere partita iva?
E’ un soggetto che si propone a mercato con occasionalità.

Infatti, è proprio l’eventuale abitudinarietà che genera l’obbligatorietà dell’apertura della Partita Iva. Egli propone al pubblico la propria opera, ai sensi dell’art. 2222 del Codice Civile, ma per un arco limitato di tempo.


Non è, quindi, l’ammontare complessivo delle vendite nel corso dell’anno che permette di rientrare nella fattispecie del prestatore occasionale, ma il fatto che lo stesso non si proponga con costanza al pubblico e cerchi o meno di instaurare rapporti di tipo durevole nel tempo. Pertanto, chi svolga una prestazione di notevole valore aggiunto ma in un arco di tempo limitato, anche se sfora la soglia di 5.000€ annui, rimane occasionale, mentre chi si propone al pubblico con continuità, anche se il fatturato non decolla, deve aprire partita iva.


Ecco perché molte realtà, con tanto di brand e logo, visibili 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno, con un sito e/o una vetrina virtuale sempre online non possono ritenersi correttamente inquadrati come lavoratori occasionali.


La sola soglia dei 5.000€ comunemente considerata, non è corretta. Semplicemente, oltre i 5.000€ annui, pur nei casi in cui l’occasionalità sia appurata, bisogna iscriversi alla apposita gestione Inps e versare i relativi contributi previdenziali, mentre superati i 4.800€ annui compare anche l’obbligo di dichiarare i redditi percepiti.
I redditi vanno dichiarati nel quadro della dichiarazione denominato “Altri redditi”, rientrando gli stessi tra i redditi diversi ai sensi dell’art. 67 del TUIR.


Cosa deve fare il prestatore occasionale, a chi può vendere? Deve rilasciare un documento?


Il prestatore occasionale può vendere sia a privati che imprese, professionisti o enti. Qualora gli venga richiesto deve rilasciare una ricevuta, della quale ho realizzato, a titolo esemplificativo, un modello che allego.


La ricevuta originale verrà consegnata al cliente, e verrà trattenuta una copia. Sulla ricevuta, quando si superi il valore di € 77,47€ va apposta marca da bollo da 2€.  Attenzione, la data di stampa della marca da bollo non può essere successiva alla data della ricevuta.
Anche qualora non vi fosse l’obbligo o la richiesta da parte del cliente della ricevuta, è buona prassi emettere tale documento, in quanto esso sarà prova che la soglia dei redditi annui non ha superato un certo livello oltre il quale sorgerebbero ulteriori adempimenti fiscali ed amministrativi.


E la partita iva?

Ora, analizziamo brevemente l’iter per aprire Partita Iva, e le conseguenze che ne derivano. Il soggetto, affiancato da un bravo consulente fiscale, dovrà fare innanzitutto uno studio di fattibilità del proprio progetto, meglio se con un piccolo business plan, nel quale valutare i potenziali clienti e di conseguenza il possibile fatturato, l’entità dei costi, le prospettiva di crescita e in generale la sostenibilità finanziaria del progetto.


Va scelta la giusta dimensione dell’attività e il codice attività che ne caratterizzerà l’operato. L’apertura della Partita Iva è molto rapida, in giornata è possibile aver già svolto gli adempimenti presso l’Agenzia delle Entrate, ma ad essa vanno affiancati gli adempimenti presso altri enti, solitamente meno rapidi (quali Inps, Registro Imprese, Ufficio Suap, Inail, ASL, Questura… a seconda della tipologia di attività intrapresa).


Aprire la partita iva, se da un lato ha dei costi (es. il compenso del commercialista per la gestione della propria posizione), dall’altra permette, però, di tener conto anche dei costi comunque derivanti dall’attività e dall’inizio dell’accantonamento previdenziale - oneroso ma necessario - che permetterà di ottenere un giorno la pensione.
Sono oggi possibili dei regimi molto agevolati che, indipendentemente dall’età anagrafica del soggetto, comportano imposte molto contenute, una gestione fiscale e contabile molto snella, e che finalmente permettono anche a piccole attività di avviarsi e testare il mercato. In particolare, oggi ha molto successo il  regime forfettario, che per artigiani e commercianti permette di risparmiare anche il 35% della contribuzione ordinaria Inps, che è da sempre considerato il versamento più ingente e determinante della mancata sostenibilità finanziaria del progetti imprenditoriali.


Nota: si segnala che ciascun caso deve essere approfondito singolarmente, e che i temi trattati non si intendono esaustivi della materia e degli adempimenti necessari.

A cura di:
Elisa Antolini
Dottore commercialista e revisore contabile
Via E. Grazioli, 48
40061 Minerbio (BO)

Mail: elisaantolini@hotmail.com
Facebook: StudioElisaAntolini

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