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FIERE E MERCATINI  CHI È L’HOBBISTA? E IL CREATIVO?

Pubblicato 2017

FIERE E MERCATINI 
CHI È L’HOBBISTA?
E IL CREATIVO?

 



Il mondo della creatività è tanto variegato nell’offerta di prodotti e servizi quanto nella forma.
Approcciarsi ad una fiera o ad un mercatino significa venire a contatto con realtà che, alle spalle, hanno organizzazioni molto differenti. Ci sono artigiane con partita iva, associazioni, imprese individuali e società.
Talvolta c’è anche qualcuno che è ai primi passi, e una propria “identità fiscale” ancora non l’ha delineata e si muove in un limbo, in attesa di trovare la propria veste.

Ci sono poi gli hobbisti e i creativi, soggetti che, pur non avendo partita iva, sono ai fini degli enti (es. Inps e Agenzia delle Entrate) assolutamente regolari.
Vediamo quali sono i requisiti per operare come hobbista.

La confusione sul tema è derivante dal fatto che non esista una definizione legislativa precisa  e unica sul territorio nazionale, per cui gli interventi in materia derivano necessariamente dall’interpretazione.


Chi è l’hobbista?


L’hobbista è colui che vende, baratta, propone o espone, in modo saltuario ed occasionale, merci di modico valore. Per il valore massimo dei beni, si rinvia alla normativa locale 
Egli può operare solo nei mercatini aperti alla partecipazione degli hobbisti. Deve rispettare alcuni requisiti di tipo morale, per i quali si rinvia all’art. 71 del D. Lgs. 59/2010.


Svolgimento dell’attività.

Per esporre come hobbista è necessario un tesserino, rilasciato dal Comune ove si intende esporre. Il tesserino ha validità annuale ed è rilasciato al massimo per 5 anni.
Attenzione, il proprio tesserino non è cedibile ad altri soggetti e deve essere esposto nel corso del mercatino non solo a chi effettua controlli ma anche al pubblico.

Gli hobbisti devono rispettare un numero massimo di manifestazioni l’anno alle quali partecipare (ciascuna della durata massima di 2 gg).
Il numero delle manifestazioni consentite può variare a seconda della appartenenza geografica .
Su ogni prodotto deve essere indicato in modo leggibile il prezzo di vendita. Questo è richiesto da una normativa nazionale , ma si interseca con norme locali, per cui ci sono località che derogano a tale principio. In linea di massima, però, la trasparenza sui prezzi facilita la vendita.

Volume massimo di vendite.

Spesso si assume come riferimento inderogabile dell’attività senza partita iva la soglia di 5.000€ annui. Attenzione, qualora si rispettino tutti i requisiti richiesti all’hobbista, superare i 5.000€ annui non comporta necessariamente l’apertura della partita iva presso l’Agenzia delle Entrate, ma in primis la necessità di attivare l’apertura di una apposita posizione ai fini Inps, ed il versamento dei contributi e quindi di verificare se vi siano le condizioni per attivarsi presso una serie di altri enti con conseguente venir meno del requisito di occasionalità.

Nel caso vi avvicinaste a questa soglia, vi invito a consultare un commercialista per un approfondimento dei necessari adempimenti.


Emissione di documenti di vendita.

Non avendo partita iva, in caso di vendita a privato l’hobbista non ha obbligo di emettere alcun documento. Per trasparenza, però, vi invito fortemente ad annotare ciascuna vendita, in quanto in caso di controllo sarà più facile ricostruire l’entità degli incassi e provare di rientrare nei limiti di legge.

E’ importante anche al fine di monitorare l’andamento dell’attività, confrontando costi e ricavi.

In caso di vendita, invece, a soggetto con partita iva, l’hobbista emetterà una ricevuta di prestazione occasionale, ed incasserà il totale al netto di una ritenuta che l’acquirente verserà e che per l’hobbista costituisce un “acconto” sul pagamento delle proprie imposte (ricordate, quindi, a fine anno di raccogliere tutte le certificazioni del versamento di tali ritenute, in alcuni casi tali importi possono essere recuperati in sede di dichiarazione dei redditi).

Sulle ricevute emesse va apposta marca da bollo di 2€ se di importo superiore a 77,47€.


E il creativo?

A fianco degli hobbisti, ci sono i creativi, definiti come ”chi venda o esponga per la vendita le proprie opere d'arte, nonchè quelle dell'ingegno a carattere creativo, comprese le proprie pubblicazioni di natura scientifica od informativa, realizzate anche mediante supporto informatico;”   che, in deroga a quanto già scritto sopra, non necessitano di tesserino e per svolgere la propria attività (occasionale) devono aver redatto una Dichiarazione di Vendita Temporanea (spesso sono le Pro Loco ad attivarsi per predisporle in occasione degli eventi) da mostrare a richiesta.

Nel caso dei creativi non vi è un limite massimo al numero di eventi annui, ma valgono i limiti dell’occasionalità per non far scattare l’apertura di partita iva.
Attenzione però, perché la parte creativa ed artigianale dell’opera devono prevalere sulla vendita, per cui per usufruire di tali minori limiti cui è sottoposto il creativo rispetto all’hobbista è necessario che il suo apporto sui “materiali” sia determinante e non solo collaterale.


Per approfondire i riferimenti normativi:

 D. Lgs 114/1998: http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/98114dl.htm

 D. Lgs. 59/2010: http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/10059dl.htm

Note:Si ricorda che ciascun caso deve essere approfondito singolarmente, in quanto norme Regionali e Comunali differiscono notevolmente, per cui si raccomanda di informarsi precedentemente presso gli Enti Locali di riferimento. Inoltre i temi trattati non si intendono esaustivi della materia e degli adempimenti necessari.

 

A cura di:
Elisa Antolini
Dottore commercialista e revisore contabile
Via E. Grazioli, 48
40061 Minerbio (BO)

Mail: elisaantolini@hotmail.com
Facebook: StudioElisaAntolini


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